Cosa sono le mucopolisaccaridosi?

Le mucopolisaccaridosi (MPS) sono un gruppo eterogeneo di disordini ereditari causati dalla mancanza degli enzimi lisosomiali necessari per la degradazione dei glicosaminoglicani (GAG o mucopolisaccaridi). I GAG sono molecole coinvolte in numerosi processi di regolazione e comunicazione cellulare e vengono periodicamente degradati all’interno dei lisosomi. A causa della carenza di uno specifico enzima si può verificare un accumulo di un determinato GAG.

Quanti tipi di mucopolisaccaridosi esistono e come vengono classificati?

Ad oggi sono stati identificati 7 tipi e numerosi sottotipi di MPS, classificati in base al deficit di uno o più specifici enzimi lisosomiali e conseguenti GAG accumulati:

Tipo di MPS

Nomi comuni

Enzima deficitario

I

Hurler    

Hurler-Scheie

Scheie

α-L-iduronidasi

II

Hunter

Iduronato solfatasi

III

Sanfilippo A                        

Eparan N-sulfatasi

 

Sanfilippo B 

α-N-acetilglucosaminidasi 

 

Sanfilippo C          

Acetil CoA: α-glicosaminide

IV                          

Morquio A 

Galattosio 6-sulfatasi         

 

Morquio B            

β-galactosidase

VI                                         

Maroteaux-Lamy 

N-acetilgalattosamina

 

 

4-sulfatasi

VII

Sly

β-glucuronidasi

IX

-

Ialuronidasi

H2 | Quali sono i sintomi della mucopolisaccaridosi? Quando e come si manifestano?

I sintomi della mucopolisaccaridosi si sviluppano nel tempo in base alla gravità della malattia, mentre  il danno causato agli apparati e agli organi coinvolti peggiora progressivamente. Vediamoli nel dettaglio:

  • MPS I:-
    • Sindrome di Hurler: i sintomi si manifestano durante il primo anno di vita e tale malattia rappresenta la forma più grave di mucopolisaccaridosi. Il peggioramento è rapidamente riscontrabile a discapito del normale sviluppo fisico, emotivo e sociale, così come del linguaggio e dell’apprendimento. Il decesso è solitamente previsto entro la prima decade di vita;
    • Sindrome di Scheie: si manifesta dopo i 5 anni d’età. Si tratta di una forma più lieve di questo tipo di malattia da accumulo lisosomiale; peggiora più lentamente ed è possibile una normale aspettativa di vita fino alla quinta o sesta decade, considerando che apprendimento e statura sono nei limiti di norma;
    • Sindrome di Hurler-Scheie: si manifesta tra i 3 e gli 8 anni. Si posiziona come via di mezzo tra le prime due forme di MPS I, ma peggiora piuttosto rapidamente; non sempre presenta ritardo nello sviluppo (bassa statura) e l’aspettativa di vita arriva alla seconda o terza decade.
  • MPS II:
    • Sindrome di Hunter: i sintomi si manifestano tra i 2 e i 4 anni e sono simili a quelli della sindrome di Hurler, con l’eccezione che non si riscontrano problemi alla vista. La forma più grave presenta disfunzioni cognitive e un’aspettativa di vita intorno ai 15 anni.
  • MPS III:
    • Sindrome di Sanfilippo: si manifesta tra i 2 e i 4 anni, inizialmente con accentuati disturbi comportamentali e, a seguire, con problemi legati al linguaggio e all’apprendimento. In media l’aspettativa di vita non supera la seconda decade.
  • MPS IV:
    • Sindrome di Morquio: i sintomi si presentano tra il primo e il quarto anno di età e sono simili a quelli della sindrome di Hurler, ma con una più accentuata disostosi multipla.
  • MPS VI:
    • Sindrome di Maroteaux-Lamy: la progressione della malattia inizia lentamente per poi aggravarsi in modo più rapido a livello articolare e scheletrico, senza però sfociare in una disabilità intellettuale. La vita ha una durata media di due o tre decadi.
  • MPS VII:
    • Sindrome di Sly: ha diversi gradi di gravità, ma si manifesta attraverso sintomi molto simili a quelli della sindrome di Hurler.
  • MPS IX: 7
    • Carenza di Ialuronidasi: si presenta sin dai primi 6 mesi di vita con lineamenti non nella norma e possibili tumori nella zona delle articolazioni; non manifesta però disabilità cognitiva.

H2 | Come si giunge alla diagnosi della mucopolisaccaridosi?

L’aspecificità dei sintomi e la loro manifestazione in maniera progressiva rende complicata una diagnosi anticipata di mucopolisaccaridosi, anche se al giorno d’oggi è possibile effettuare lo screening prenatale per intervenire sulla MPS con una terapia ad esordio precoce e, di conseguenza, più efficace nel tempo.

Quando si riscontrano dei disturbi all’apparato muscolo-scheletrico, gastrointestinale, cardiaco, visivo o uditivo, è possibile che tali sintomi non vengano immediatamente connessi alla diagnosi di MPS, dal momento che si tratta di una patologia complessa che coinvolge più organi.

Per eliminare qualsiasi dubbio e diagnosticare definitivamente una tra le malattie da accumulo lisosomiale, è utile ricercare nelle urine il dosaggio di glicosaminoglicani (GAG): quando c'è una carenza di un particolare enzima si formerà, infatti, un accumulo di GAG nelle cellule, comportando un progressivo danno cellulare in grado di colpire più organi.

Successivamente, per confermare e identificare il tipo di MPS è importante eseguire analisi biochimiche più dettagliate.

H2 | Qual è il trattamento per le mucopolisaccaridosi?

Il trattamento per le mucopolisaccaridosi si basa su un alleviamento dei sintomi e una compensazione enzimatica in grado di agire sulla causa della malattia, rallentare la sua progressione e migliorare la qualità della vita.

Alcune mucopolisaccaridosi possono essere trattate con la terapia enzimatica sostitutiva (ERT), tramite iniezione endovenosa, in modo tale da colmare la mancanza dell’enzima in questione, oppure tramite un trapianto di midollo osseo o di cellule staminali ematopoietiche.

Quest’ultimo avviene grazie alla disponibilità di un donatore e attraverso un delicato intervento chirurgico.10

 

Fonti bibliografiche:

  • Sun, 2018: Lysosomal storage disease overview
  • Khan, 2017: Epidemiology of mucopolysaccharidoses
  • Fecarotta, 2020: Pathogenesis of Mucopolysaccharidoses, an Update

 

Altre fonti:

MAT-IT-2001965

MAT-IT-2000159